Dal portale di DonatoZoppo

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Paolo Gianolio

 

 

Chi segue con attenzione la vicenda di Claudio Baglioni dai primi anni ’90 ad oggi conosce molto bene Paolo Gianolio. Non un semplice musicista, non solo un fido sparring partner, il chitarrista emiliano è l’anima e la mente delle varie band baglioniane, di cui è direttore musicale. In particolare dal vivo, negli arrangiamenti sempre sorprendenti e raffinati, la zampata di classe del nostro è evidente. Lo stesso sapore caratterizza Tribù di note, il suo secondo Lp solista in cui compaiono anche due habituè baglioniani come Pio Spiriti e lo splendido Gavin Harrison. Un lavoro signorile, sofisticato, che coniuga jazz-fusion, world music e cultura acustica con garbo, vivacità e sensibilità. Il panorama totalmente strumentale al quale Gianolio si dedica – ben diverso da quello cantautorale  – non soffre per l’assenza vocale, tutt’altro: il chitarrista cattura l’attenzione con efficaci temi melodici, swinga e ammalia,  rivelandosi piacevole nelle influenze, da Metheny a Django. Una gran bella sorpresa.